Dan Peterson: la voce che ha fatto entrare il wrestling americano nel cuore degli italiani

Quando si parla di wrestling in Italia, c’è una voce che risuona ancora oggi nelle menti di intere generazioni: quella inconfondibile, calda, ironica e carismatica di Dan Peterson.

Il coach americano che arriva da Evanston, in Illinois, nato il 9 gennaio del 1936, leggenda della pallacanestro e membro della FIBA Hall of Fame (l’arca della gloria della Federazione Internazionale della Pallacanestro) e dell’Italian Basketball Hall of Fame, entra ora a pieno titolo anche nell’Arca della Gloria del wrestling italiano.

Sabato 28 novembre 2026, in occasione dello show “Rissa Reale” a Pero organizzato dalla Milano Wrestling Federation, Dan riceverà il prestigioso riconoscimento della Italian Wrestling Hall of Fame: un tributo decisamente meritato per chi, più di chiunque altro, ha contribuito a rendere il pro-wrestling un fenomeno di massa nel nostro Paese.

Dal parquet al microfono: una carriera straordinaria

Prima di diventare “il cantore” delle leggendarie gesta di Hulk Hogan, André the Giant e The Ultimate Warrior, Dan Peterson aveva già scritto pagine indelebili nel basket.

Arrivato in Italia nel 1973 alla Virtus Bologna, conquistò Coppa Italia e scudetto.

Dal 1978 al 1987, sulla panchina dell’Olimpia Milano, vinse quattro campionati nazionali, due Coppe Italia, una Coppa Korać e la Coppa dei Campioni del 1987, chiudendo con il “triplete” leggendario.

Allenatore di uomini prima che di atleti, motivatore nato, Dan Peterson portò in Italia uno stile di leadership e di comunicazione che avrebbe poi rivoluzionato anche il racconto televisivo dello sport.

Agli inizi degli anni ottanta, grazie all’intuizione di Bruno Bogarelli, proprietario della popolare rivista “Giganti del Basket”, pioniere dei diritti della NBA (National Basketball Association) in Italia e suo manager, Dan iniziò a commentare le partite della massima lega della pallacanestro americana sulle reti Fininvest (oggi Mediaset). Il successo fu immediato: accento americano, energia contagiosa, capacità di spiegare e coinvolgere.

Gli spot del tè Lipton lo resero un volto familiare anche fuori dallo sport.

Ma fu proprio Bogarelli, nel 1986, a proporgli quello che, all’apparenza, sembrava un salto nel vuoto.

L’intuizione di Bogarelli e l’esplosione della World Wrestling Federation

«Coach, quest’anno voglio che tu commenti gli incontri di wrestling!», disse Bogarelli a Peterson.

Dan, sorpreso, rispose: «Ma come? Non dici sempre che dobbiamo salvaguardare la mia immagine?».

Bogarelli non ebbe dubbi: «Dammi retta, sarà un successo incredibile!».

E così fu.

Dal 1986 al 1994, Dan Peterson divenne la voce ufficiale del programma WWF Superstars of Wrestling su Italia 1, in onda il sabato sera intorno alle 22.20: una collocazione perfetta.

Gli show venivano trasmessi anche su TV Koper-Capodistria, nel contenitore USA Sport e, a partire dal 1990, su Tele+2.

Andrea Bassani, responsabile della produzione televisiva della società di Bogarelli e Direttore di Tele+2 fino al 1998, ha raccontato la fatica tecnica dietro le quinte: i nastri arrivavano infatti in formato NTSC (lo standard televisivo americano) dal Connecticut e dovevano essere transcodificati in PAL (standard di codifica adottato in Europa), montati e commentati negli studi di Milano.

Ma «Dan Peterson, con il suo carisma, faceva il resto», ha precisato Bassani.

Peterson non si spacciava per esperto.

«Ho raccontato il wrestling come osservatore, non come fan», ha spiegato.

«Sapevo che non era uno sport vero. Sapevo che era uno spettacolo, un divertimento con grandi personaggi, grandi showmen, grandi attori, grandi atleti».

Con le sue storie, gli aneddoti sulla cultura americana, le invenzioni linguistiche ed i soprannomi memorabili (Kamala divenne “il panzone che viene dall’Uganda”), Dan Peterson era in grado di trasformare anche gli incontri meno spettacolari in eventi indimenticabili.

«Con le sue storie e gli aneddoti rendeva importanti, intriganti, imperdibili anche degli incontri che non sempre erano entusiasmanti», ha ricordato Andrea Bassani.

I risultati parlano chiaro: gli show della WWF superarono presto gli ascolti delle partite della NBA, raggiungendo picchi di quattro milioni di telespettatori.

Una generazione intera crebbe con la voce di Dan Peterson che raccontava le epiche imprese di Hulk Hogan, André the Giant, The Ultimate Warrior, i Demolition, Bret “Hitman” Hart e The Undertaker.

Fu lui a sdoganare il pro-wrestling presso il grande pubblico italiano, dove non esisteva una tradizione territoriale di questa “disciplina”, o meglio, era esistita in passato, ma era stata completamente dimenticata.

WCW, VHS, DVD e il ritorno nel 2002-2003

Tra il 1999 ed il 2000 Dan Peterson commentò anche gli show della WCW (World Championship Wrestling) su Italia 1, in particolare il programma WCW Monday Nitro, restituendo ai fan la gioia di sentire la sua voce raccontare duelli leggendari quali Hulk Hogan contro “Nature Boy” Ric Flair.

Commentò inoltre numerosi prodotti home-video (prima videocassette VHS e poi DVD) dedicati alle superstars del wrestling americano, estendendo quindi il suo contributo oltre le trasmissioni televisive.

Nel dicembre del 2002, Dan tornò ancora una volta su Italia 1 per presentare WWE Velocity (ed in seguito WWE SmackDown), con l’esordio che i fan ricordano ancora con emozione: «Amici sportivi, Dan Peterson qui con voi… dopo anni di attesa torna finalmente su Italia 1 il grande wrestling americano!».

Questo ritorno di popolarità lo portò anche a presentare il primo Wrestling Gala al Saint George Premiere di Monza, organizzato dalla Nu Wrestling (oggi NWE) il 5 luglio 2003 con il campionissimo Bret “Hitman” Hart come ospite speciale e che io ebbi l’onore di condurre insieme a Dan.

Un’eredità indimenticabile

Dan Peterson non ha mai preteso di essere un purista del wrestling.

Ha affrontato il basket con serietà e il wrestling con leggerezza, ma sempre con rispetto per lo spettatore. Non esagerava, non imponeva giudizi: lasciava che il pubblico giudicasse da solo.

Il risultato è stato un legame affettivo duraturo.

Ancora oggi, quando si parla di Hulk Hogan o delle WrestleMania degli anni d’oro, la mente torna automaticamente a quella voce americana che sembrava parlare direttamente a noi, dal televisore del salotto di casa.

Con l’ingresso nella Italian Wrestling Hall of Fame, il cerchio si chiude in modo perfetto.

Dan Peterson non è stato soltanto un commentatore: è stato il ponte culturale che ha permesso al wrestling americano di conquistare l’Italia.

Grazie a lui, ed all’intuizione di Bruno Bogarelli (scomparso nel 2024), intere generazioni hanno scoperto un mondo di eroi, cattivi, tradimenti e trionfi.

“Well, amici sportivi…”: quelle parole, e quel carisma unico, resteranno per sempre parte della storia del wrestling italiano.

Benvenuto nell’Arca della Gloria, Coach.

Per noi, Numero uno!

Per sempre.

“Titan Morgan” Manuele Poli

titanmorgan@hotmail.com